Antonio Cartelli - Marco Palma

Jürgen Bunzel (a cura di)
Deutsche Forschungsgemeinschaft (Bonn)
Gruppo di lavoro ‘Recupero della letteratura scientifica e sistemi informativi’
6 settembre 2001

Nuovi programmi per lo studio dei manoscritti.
Sistemi informativi al servizio della ricerca sul medioevo e la prima età moderna
(titolo originale: Neue Konzepte der Handschriftenerschließung.
Informationssysteme zur Erforschung des Mittelalters und der Frühen Neuzeit
)
http://www.dfg.de/foerder/biblio/download/handschriften.pdf

I. Principi generali e sommario per una lettura rapida

1.1 Il programma della Deutsche Forschungsgemeinschaft (DFG) per i manoscritti

      Come elemento costitutivo delle sue linee di sviluppo per le biblioteche scientifiche la DFG promuove dal 1960 la catalogazione dei manoscritti medievali occidentali con un proprio programma permanente. Sulla base di linee d’indirizzo unitarie sono stati finora descritte e pubblicate a stampa in oltre 200 cataloghi sezioni coerenti di fondi manoscritti delle biblioteche tedesche.
      Il programma, costantemente curato per tanti anni dalla DFG, ha permesso alle biblioteche tedesche di collocarsi in posizione preminente in campo internazionale nello studio e la valorizzazione dei manoscritti medievali.
Le riflessioni qui esposte sui futuri progetti di catalogazione partono quindi dalla necessità di mantenere questa posizione di vertice e di potenziare ulteriormente l’efficacia del contributo che si può offrire alla ricerca sul medioevo e la prima età moderna.
      La premessa per il conseguimento di questo obiettivo, a giudizio del gruppo di lavoro, è rappresentata dallo sfruttamento coerente e creativo delle nuove possibilità offerte dai sistemi informativi di tipo elettronico.

1.2 Obiettivi generali della DFG per lo sviluppo dei sistemi di informazione scientifica

      Con la nuova organizzazione del gruppo "Biblioteche scientifiche" la DFG ha precisato e in parte ridefinito gli obiettivi che si propone nello sviluppo dei sistemi di informazione scientifica. Si intende quindi:

  • costruire nuovi sistemi di informazione per gruppi definiti di utenti ricercatori;
  • utilizzare sistemi informativi in ambito scientifico per nuove forme di cooperazione, basate sulla rete, nella ricerca e nella didattica e per la pubblicazione elettronica dei risultati della ricerca;
  • integrare le offerte informative di biblioteche, archivi e musei;
  • favorire il collegamento fra i sistemi informativi in ambito scientifico, in modo da consentire una più ampia diffusione dei risultati della ricerca svolta in Germania;
  • assicurare la stabilità dei principi del programma di sviluppo, puntando nello stesso tempo a ottenere risultati tangibili a breve e medio termine.

      A giudizio della DFG tutte le misure per lo sviluppo delle infrastrutture informative in ambito scientifico debbono proporsi una concreta utilità per le diverse discipline.

1.3 Principi-base per un sistema informativo sul medioevo e la prima età moderna

      Il gruppo di lavoro, alla luce di questi obiettivi, propone di inserire il futuro programma di sviluppo della DFG nel settore dei manoscritti medievali all’interno della progettazione di sistemi informativi per il medioevo e la prima età moderna.
      Gli elementi essenziali di questo programma sono i seguenti:

  • La rete è lo strumento fondamentale per la presentazione, diffusione, ricerca e integrazione dei sistemi informativi. È quindi necessario favorirne l’accesso aperto e gratuito ai fini scientifici.
  • La più ampia disponibilità di tutte le fonti informative in rete costituisce l’obiettivo fondamentale a breve termine. Nel nostro settore questo significa mettere a disposizione non solo i cataloghi prodotti finora nell’ambito del programma, ma anche i cataloghi antichi e la documentazione per la ricerca sui manoscritti, conservata nelle biblioteche ma di difficile accesso.
  • Nei prossimi anni occorre puntare all’inventariazione generale di tutto il patrimonio manoscritto conservato in Germania. I singoli progetti di studio e valorizzazione debbono considerarsi come essenziali per il raggiungimento di questo obiettivo.
  • La gradualità del programma garantisce - anche riguardo all’aspetto temporale - una catalogazione scientificamente più accurata dei tanti fondi ancora non studiati. Soltanto così si può raggiungere l’obiettivo di una catalogazione generale dei manoscritti.
  • L’ampliamento e l’attualizzazione interattiva delle informazioni disponibili ad opera di utenti scientificamente qualificati permette il costante aggiornamento in rete della documentazione per la ricerca.
  • Il graduale ampliamento del materiale integra il patrimonio manoscritto, che è al centro dei sistemi informativi, con stampati, documenti d’archivio, oggetti museali etc.
  • Le riproduzioni e le informazioni primarie completano i testi delle descrizioni degli esemplari e le informazioni secondarie (cataloghi).
  • L’interattività e la diffusione internazionale dei sistemi informativi costituisce un elemento basilare del programma di sviluppo.

Limiti tematici e cronologici
      La ricerca sul medioevo e quella sulla prima età moderna si basano in gran parte sulle stesse fonti informative. Fra i due ambiti si verifica uno stretto scambio scientifico. Il gruppo di lavoro ritiene pertanto di poter adattare i sistemi informativi alla ricerca prodotta in entrambi i settori.
      Il limite cronologico naturale è offerto dall’Illuminismo. Il termine estremo dell’epoca da coprire si colloca quindi intorno alla metà del secolo XVIII.

Studio e valorizzazione in relazione al patrimonio manoscritto
      Le tematiche di ricerca nel settore del medioevo e della prima età moderna sono determinate principalmente dalla accessibilità delle fonti di base. Nuovi filoni vengono spesso attivati dalla scoperta di nuove raccolte di fonti o dalla valorizzazione di tipologie di fonti fino a quel momento trascurate, che, studiate più a fondo o rese meglio accessibili, attirano su di sé l’attenzione dei ricercatori.
      L’orientamento in favore degli utenti dei sistemi informativi non deve quindi portare alla soddisfazione della necessità di informazione di particolari filoni, singoli gruppi di ricerca e specifici programmi. Lo studio e la messa a disposizione delle fonti si giustifica infatti con l’utilizzazione che se ne fa nel corso del tempo nei progetti di ricerca. Il punto di riferimento per un futuro sistema informativo sulla ricerca deve quindi essere sempre rappresentato dal patrimonio conservato nelle biblioteche, negli archivi e nei musei.

Coerenza con le esigenze della ricerca
      Un programma di studio e valorizzazione legato al patrimonio manoscritto deve rispondere ad alcuni requisiti di base che consentano di conseguire degli obiettivi in tempi ragionevoli e di dimostrare anche a breve e medio termine un’evidente utilità dei progetti per il reperimento dell’informazione da offrire alla ricerca.
      Per quanto riguarda i criteri da adottare nell’individuazione del patrimonio manoscritto da studiare il gruppo di lavoro avanza le seguenti proposte:

  • Porre anche in futuro al centro dell’attenzione il materiale manoscritto di natura non archivistica. Il particolare valore di questo tipo di materiale è rappresentato dalla sua unicità. L’alto livello raggiunto grazie ai progetti sviluppati dalla DFG nello studio e nella valorizzazione dei manoscritti motiva proprio in questo settore la creazione di sistemi informativi per la ricerca.
  • Oltre il loro significato scientifico come rappresentanti di una tradizione testuale e fonti per la ricerca storica, i manoscritti appaiono degni di studio anche nel loro aspetto materiale, che, se talora li qualifica come opere d’arte, nella generalità dei casi li individua come testimoni di storia della tecnica e di una specifica sezione dell’eredità culturale europea. Il rispetto e la cura di questa eredità costituiscono un importante compito di politica culturale, al cui assolvimento il programma di studio e documentazione promosso dalla DFG può contribuire in maniera decisiva.
  • Nel nuovo programma di sviluppo debbono essere considerati anche nuovi gruppi di materiali necessari allo studio del medioevo e della prima età moderna, anche se in primo luogo nel senso di un approfondimento e completamento di progetti riguardanti i manoscritti e preferibilmente in relazione a concrete esigenze di ricerca.
  • Appare essenziale il collegamento con basi dati tematicamente affini relative a stampati antichi (ad esempio incunaboli, cinquecentine e seicentine), materiali iconografici (ad esempio l’Archivio dell’arte e dell’architettura in Germania), archivistici, musicali e museali, come anche biblioteche virtuali specializzate nei relativi settori di ricerca.

      Per quanto attiene alla metodologia il gruppo di lavoro propone quanto segue:

  • Partire fondamentalmente da una semplice inventariazione del patrimonio per rendere accessibili in tempi ragionevoli i fondi non ancora studiati.
  • La descrizione dei manoscritti secondo le norme della DFG per la catalogazione dovrebbe proseguire anche in futuro, in quanto considerata come un approfondimento delle conoscenze su fondi scelti e particolarmente significativi o collegata con particolari esigenze di ricerca. Il valore aggiunto per la ricerca in rapporto alla semplice inventariazione dovrà comunque risultare proporzionato al maggior investimento in termini di tempi e di costi.
  • Il collegamento fra l’inventariazione e la catalogazione approfondita è offerto dai sistemi di descrizione e documentazione in rete, nei quali i dati di base dell’inventariazione (ma anche le descrizioni effettuate secondo le norme della DFG) possano essere successivamente arricchiti, approfonditi e aggiornati secondo i progressi della ricerca.

      In aggiunta ai cataloghi del patrimonio esistente la ricerca ha necessità di compendi delle fonti basati sui problemi (ad esempio cataloghi tematici, inventari di testi, schemi topografici, repertori).

  • Invece di definire ogni volta propri progetti di studio, bisognerebbe individuare i presupposti informativi di simili imprese nell’ambito delle conoscenze contenute in un sistema informativo in rete per la ricerca sul medioevo e la prima età moderna. A questo scopo si possono utilizzare e sviluppare le tecniche del cosiddetto "Data Mining and Knowledge".

Ampliamento dei contenuti dei progetti
      Il progetto della creazione di sistemi informativi sul medioevo e la prima età moderna comporta un notevole allargamento dei compiti finora previsti dal programma di descrizione dei manoscritti. Questo, salvo poche eccezioni, comportava esclusivamente la catalogazione dei fondi secondo le apposite regole stabilite dalla DFG.
      Alla realizzazione degli obiettivi posti dal nuovo progetto partecipano invece specifici programmi, così denominati: "Cooperazione alla ricerca basata sulla rete e pubblicazione elettronica", "Biblioteche specializzate virtuali", "Digitalizzazione retrospettiva", "Studio di fondi speciali", "Sviluppo di biblioteche speciali", "Modernizzazione e razionalizzazione".

Quadro della struttura
      Anche nel quadro dell’attuale programma di descrizione dei manoscritti sono stati compiuti passi importanti verso l’uso di sistemi informativi elettronici. Essi vanno dal trattamento corrente dei testi nei progetti di catalogazione alla costruzione di una base dati sui manoscritti come infrastruttura centrale, gestita dalla Staatsbibliothek di Berlino e dalla Bayerische Staatsbibliothek insieme con il Bildarchiv Photo di Marburg.
      La base dati sui manoscritti costituisce il pilastro fondamentale del programma qui presentato, in cui confluiscono le informazioni e i riferimenti relativi a tutte le catalogazioni: si tratta insomma di una biblioteca virtuale specializzata nella ricerca sul medioevo e la prima età moderna.
      Il programma di base parla espressamente di sistemi informativi. Ciò non significa tanto che tutte le informazioni debbano confluire in un sistema centrale, quanto che quest’ultimo serve soprattutto al collegamento fra diverse offerte informative.

Realizzazione del programma di base
      Il programma di base, presentato nei suoi tratti fondamentali in questo capitolo, verrà realizzato secondo il piano descritto nei capitoli successivi.
      Nel capitolo II si illustrano le principali caratteristiche della situazione attuale della ricerca sul medioevo e la prima età moderna, che debbono essere tenute presenti nel programmare un sistema informativo in questo settore.
Nel capitolo III si formulano i principali orientamenti ed esigenze di sviluppo dei futuri progetti in relazione a temi, metodi, mezzi ed effetti.
      Nel capitolo IV si descrivono alcuni progetti-pilota da mettere in opera con urgenza.
      Nel capitolo V si trattano alcune condizioni organizzative generali per la realizzazione del programma in riferimento a costi, controlli di qualità e implementazione.

II. Tendenze attuali della ricerca sul medioevo e la prima età moderna

      I manoscritti medievali non costituiscono soltanto delle irrinunciabili fonti di testi e immagini per numerosi settori della ricerca attuale, ma sono anche essi stessi oggetti di ricerca, riflessione metodologica ed elaborazione teorica. Nelle discipline letterarie è sorto perfino un nuovo indirizzo metodologico riguardo ai manoscritti, quello della cosiddetta New Philology / Material Philology ("Speculum" 1990).
      In numerosi settori scientifici i manoscritti sono oggetto di un autonomo interesse, ad esempio come testimoni della storia della scrittura occidentale, della musica, della storia dell’arte, delle biblioteche e delle collezioni, della formazione letteraria e dell’educazione. Essi sono testimoni di storia della cultura in un senso del tutto particolare: il libro rappresenta la materializzazione complessiva della memoria storica di una comunità culturale. Come tale richiede e merita l’attenzione della società attuale.
      L’importanza del patrimonio manoscritto deve essere valutata in relazione al contesto internazionale della ricerca. Questa si sviluppa soprattutto in Belgio, Francia, Gran Bretagna, Italia, Olanda e Stati Uniti. La rivista "Scriptorium" documenta l’ampiezza e la profondità degli studi sui manoscritti.
      In questo panorama la catalogazione di manoscritti medievali promossa dalla DFG riveste un valore esemplare e viene comunemente considerata come un modello. Lo sviluppo degli studi sui codici medievali nelle biblioteche tedesche appare quindi fondamentale nel quadro degli interessi scientifici internazionali.
      I codici medievali occupano un posto di rilievo nell’attuale panorama della ricerca. Molte delle iniziative scientifiche in corso in Germania sono in tutto o in parte rilevante dedicate allo studio dei manoscritti. Tra queste, alla data del 31 dicembre 1999, merita di essere ricordato il settore speciale di ricerca "Scrittura pragmatica", al quale sono collegati i corsi di perfezionamento "Scrittura e cultura dello scritto" e "Tradizione e storia dei testi della letteratura greca e bizantina" (Amburgo). Fra quelli ora attivi o prossimi a iniziare l’attività sono degni di menzione i settori speciali di ricerca "Internazionalità delle letterature nazionali" (Gottinga), "Pluralismo e autorità nella prima età moderna" (Monaco), "Comunicazione simbolica" (Münster), che lavorano in ambiti principalmente connessi con i manoscritti. Ciò vale anche per gli altri settori speciali di ricerca in tutto o in parte legati a temi medievistici: "Identità e alterità" (Friburgo), "Fra Mosa e Reno" (Treviri), "Istituzionalità e storicità" (Dresda). In questi lo studio e l’analisi di fonti medievali è comunque presente in progetti parziali.
      Altrettanto favorevole è la situazione dei corsi di perfezionamento. Sono attivi progetti di ricerca di contenuto connesso con la tradizione manoscritta o l’analisi delle fonti a Gießen ("Statualità nel medioevo e nella prima età moderna"), Gottinga ("Chiesa e società nel Sacro Romano Impero dei secoli XV e XVI"), Monaco ("Critica del testo come metodo per le scienze storiche"), Münster ("Comunicazione simbolica e sistemi di valori nella società") e Tubinga ("Arte e scienza nel medioevo e nella prima età moderna"), come anche nei corsi di perfezionamento di Bochum ("Il commento nell’antichità e nel medioevo"), Dresda ("Ordinamenti istituzionali, scrittura e simboli") ed Erlangen ("Trasferimento di cultura nel medioevo europeo").
      Poiché a livello internazionale (fra l’altro in Francia, Italia, Gran Bretagna e anche negli Stati Uniti) la ricerca sui manoscritti è sulla cresta dell’onda e si sviluppa molto intensamente, questo settore dovrebbe essere particolarmente incoraggiato anche in Germania. La DFG avrebbe quindi ora la possibilità di inserirsi con un più ampio programma di lavoro in questo ambito, cui fornirebbe nuovi impulsi.
      I necessari nuovi orientamenti, con le relative procedure innovative, nello studio delle fonti medievali dovrebbero permetterci di mantenere nel contesto internazionale il vantaggio acquisito con il vecchio programma di studio e valorizzazione del patrimonio manoscritto.

III. Nuovi orientamenti nel ritrovamento delle informazioni

      Con il nuovo programma di sviluppo si intendono perseguire i seguenti obiettivi:

  1. Mettere a disposizione in rete, all’interno di sistemi informativi interconnessi, le fonti informative necessarie allo studio del medioevo e della prima età moderna.
  2. Porre al centro dell’attenzione lo studio del materiale manoscritto di natura non archivistica, in riferimento al suo valore storico-culturale, come richiede il lavoro svolto da lungo tempo su di esso e il suo valore di testimonianza unica per la ricerca.
  3. Puntare alla documentazione generale dei fondi manoscritti esistenti in Germania secondo un programma graduale che preveda le seguenti fasi: a) messa a disposizione in rete di tutta la documentazione disponibile; b) chiusura delle maggiori lacune ancora esistenti attraverso un’inventariazione che permetta un’economia di tempi e di costi; c) accurata documentazione scientifica di fondi scelti attraverso uno studio approfondito.
  4. Includere nel sistema informativo, più ampiamente inteso, materiali non immediatamente necessari alla ricerca sul medioevo e la prima età moderna, al fine di rispondere nel modo più completo possibile alle necessità informative degli specialisti e di rafforzare in loro la consapevolezza del significato e delle potenzialità dei lavori che hanno per oggetto i manoscritti.
  5. Sostenere efficacemente l’inserimento della ricerca tedesca sul medioevo e la prima età moderna nel contesto internazionale attraverso la diffusione e la connessione dei sistemi informativi.

      La trasformazione degli obiettivi richiede, rispetto all’attuale programma di studio dei manoscritti, nuovi orientamenti in relazione ai seguenti punti:

  • Possibili temi e contenuti delle linee di sviluppo
  • Linee-guida metodologiche per l’attuazione del progetto
  • Mezzi di comunicazione per la messa a disposizione e la diffusione dei risultati del progetto
  • Efficacia e durata delle linee di sviluppo.

3. 1 Obiettivi dei progetti

      I progetti per la creazione di sistemi informativi per la ricerca sul medioevo e la prima età moderna possono porsi i seguenti obiettivi [1]:

3. 1. 1 Conversione dei cataloghi esistenti

      Si propone di rendere disponibili in rete nel più breve tempo possibile i cataloghi esistenti.
      Il gruppo di lavoro auspica, nell’ambito del progetto di base dati sui manoscritti, che si sviluppi un programma specifico, con il relativo finanziamento e linee-guida metodologiche [2]. Per il contenuto si dovrebbe contemplare la seguente lista di priorità: 1. cataloghi apparsi nell’ambito del programma di catalogazione della DFG; 2. altri cataloghi prodotti al di fuori del programma della DFG, ma redatti secondo le norme della stessa DFG; 3. cataloghi storici di fondi delle biblioteche tedesche; 4. cataloghi stranieri; 5. cataloghi tematici scelti.
      Ove necessario, si prenderanno i dovuti accordi con i titolari dei diritti d’autore e di copyright. Poiché il problema riguarda soprattutto le biblioteche di conservazione, saranno queste ad attivarsi in proposito con la collaborazione dell’amministrazione della DFG.
      I dati contenuti nei cataloghi sottoposti a conversione debbono essere reperibili principalmente nella base dati, fatte salve tutte le possibili varianti tecniche adottabili nella costruzione della base stessa.
      La conversione dei cataloghi di fonti e materiali non manoscritti del medioevo e della prima età moderna non è in linea di principio esclusa. Tali progetti debbono tuttavia essere accolti solo in casi particolari, quando siano indispensabili per uno studio approfondito di fondi manoscritti o collegati con specifici progetti di ricerca.

3. 1. 2 Aggiornamento della documentazione relativa alla ricerca sui manoscritti

      Si propone di rendere accessibile in rete la documentazione sui singoli codici esistente nelle biblioteche e di creare un sistema interattivo, sempre basato sulla rete, che consenta di ampliare e aggiornare la documentazione stessa.
      Il gruppo di lavoro propone al riguardo un limitato numero di progetti-pilota [3].

3. 1. 3 Inventariazione dei fondi

      Si propone di fornire ai ricercatori in tempi ragionevoli un quadro complessivo dei fondi manoscritti medievali in Germania ancora non studiati. Occorre quindi limitarsi a una breve descrizione in forma inventariale.
      A parere del gruppo di lavoro l’auspicato quadro complessivo su materiale in parte ignoto [4] integra lo studio scientifico approfondito [5] perché:

  • rendendo note fonti e raccolte sconosciute si stimola la ricerca;
  • insieme con i progetti presentati ai punti 3. 1. 1 e 3. 1. 2 si può arrivare a una conoscenza completa dei fondi esistenti in Germania;
  • i sistemi informativi basati sulla rete offrono la possibilità di migliorare e aggiornare selettivamente le descrizioni, secondo le effettive necessità della ricerca. La semplice inventariazione e la descrizione approfondita non costituiscono quindi opzioni metodologiche contrapposte, ma diversi livelli di costruzione di un unico programma di catalogazione.

      La politica finora seguita di descrizione approfondita dei manoscritti è, a giudizio del gruppo di lavoro, perfettamente integrabile oggi in Germania con la redazione di inventari. Allo stesso fine tendono progetti internazionali come MASTER, promosso dall’Unione Europea, e l’italiano CAMBIT.
      L’inventariazione di fondi manoscritti medievali può essere accompagnata da uno sforzo di approfondimento basato sullo studio di altre fonti scritte o di materiali non scritti o anche di oggetti importanti per la ricerca sul medioevo e la prima età moderna, a condizione che ciò sia giustificato dal valore delle fonti o dal loro significato per una specifica indagine.
      Il gruppo di lavoro propone di lanciare progetti-pilota per l’inventariazione su base regionale [6], per i quali dovrebbe comunque essere lasciata libertà di proposta. I progetti-pilota dovrebbero infatti servire a sviluppare e sperimentare nella pratica standard metodologici e modelli di lavoro, al fine di individuare nell’ambito di questa nuova filosofia della catalogazione regole di comportamento e livelli di qualità comunemente accettati.

3. 1. 4 Catalogazione approfondita dei fondi manoscritti

      La catalogazione approfondita secondo le regole della DFG, largamente apprezzata a livello internazionale, continua a rimanere una parte importante del programma.
      Si propone di produrre una documentazione scientifica secondo standard moderni per fondi scelti in base al loro valore o al significato che rivestono per una particolare indagine.
      Condizione preliminare alla promozione di simili lavori è costituita dal fatto che gli esemplari in questione siano nelle linee fondamentali già noti e che l’utilità che se ne ricava sul piano dell’informazione giustifichi una descrizione approfondita con notevole impegno di tempo e denaro.
      In questo ambito potranno anche in futuro essere proposti liberamente dei progetti. Si raccomanda tuttavia che la DFG raccolga gli stimoli provenienti dalla ricerca e lanci propri progetti.

3. 1. 5 Riproduzione digitale del materiale manoscritto

      Si propone di rendere accessibili in rete in forma digitale fonti selezionate per la ricerca sul medioevo e la prima età moderna.
      Come per la catalogazione approfondita, la promozione di simili imprese dovrebbe essere condizionata dal fatto che si tratti di materiali ampiamente noti e studiati, in modo che si ricavi un vantaggio aggiuntivo dall’accesso diretto in rete.
      La digitalizzazione dei codici ha senso soltanto se è disponibile una catalogazione con possibilità di ricerca o le immagini digitali sono almeno accompagnate da testi illustrativi in cui sia possibile effettuare delle ricerche.
      È prevedibile che nei prossimi anni vada crescendo l’importanza delle immagini digitalizzate delle fonti per la ricerca sul medioevo e la prima età moderna. Occorre verificare se ciò comporterà a medio termine una riduzione delle risorse per la catalogazione approfondita.
      Si devono comunque introdurre delle direttive che colleghino strettamente la digitalizzazione delle immagini di fondi scelti o parti di essi con progetti di catalogazione approfondita o anche di semplice inventariazione [7].
La digitalizzazione di fonti primarie è ugualmente importante per i fondi manoscritti come per altri tipi di materiale (ad esempio fonti figurative, opere a stampa, oggetti).
      Potranno essere liberamente proposti progetti su questi temi.

3. 1. 6 Biblioteche specializzate virtuali

      Si propone di rendere accessibili in rete, presentandole in forma gradevole ai ricercatori e agli studenti, le informazioni diffuse nella rete stessa o attraverso mezzi tradizionali a proposito della ricerca sul medioevo e la prima età moderna, sia di tipo generale che riferite a specifici ambiti disciplinari, attraverso sistemi informativi ad accesso centralizzato.
      In questo tipo di progetto si deve offrire in particolare la possibilità di inserire nei sistemi informativi anche materiali non derivanti da fonti primarie o da ricerche di storia della tradizione.
      In questo ambito si inseriscono le infrastrutture per progetti bibliografici. Così ad esempio le biblioteche che dispongono centralmente di riviste, dovrebbero mettere a disposizione delle altre le informazioni in formato elettronico. Si potrebbero anche costruire degli indici delle recensioni.
      Altri temi per le biblioteche specializzate virtuali sono costituiti dalla valutazione e dalla sicurezza della qualità delle informazioni, dalla loro costante accessibilità e dalla loro disponibilità in base alla tipologia individuale degli utenti (personalizzazione delle biblioteche digitali), come anche dalla distribuzione dei contenuti ad altri sistemi informativi elettronici.
      Nel settore delle ricerche legate ai manoscritti il cosiddetto forum, come parte del progetto di base dati sui manoscritti, si presenta come un rudimentale embrione di una biblioteca specializzata virtuale. Per le ricerche sulla prima età moderna un buon esempio è offerto dal portale omonimo ("Frühe Neuzeit") messo a disposizione sul tema "Caccia alle streghe" dalla Bayerische Staatsbibliothek e dall’Istituto di Scienze storiche dell’Università di Monaco.
      Poiché il successo di questi progetti dipende dal gradimento degli utenti, motivato anche dall’originalità dell’ideazione e dalla flessibilità della presentazione, il gruppo di lavoro raccomanda in questo settore la candidatura di una molteplicità di progetti, la cui accettazione è tuttavia condizionata dalle funzioni di controllo affidate alla sede centrale.

3. 1. 7 Strumenti ausiliari

      Si propone di mettere a disposizione degli strumenti per la ricerca sulle fonti del periodo medievale e della prima età moderna.
      Esistono già, perlopiù in forma stampata, strumenti come raccolte di ferri da legatura, repertori di filigrane, tavole di esempi di scrittura, immagini di carte di manoscritti miniati.
      Inoltre esistono cospicui materiali inediti su legature e filigrane [8], che si raccomanda di elaborare e mettere a disposizione in rete. Sarà utile in questo caso una collaborazione internazionale, almeno nell’ambito dei paesi di lingua tedesca.
      Le immagini di carte di manoscritti in rete potrebbero offrire un fondamentale strumento per lo studio della scrittura e dell’ornamentazione.
      Si potrebbero rendere disponibili in formato elettronico i seguenti strumenti, utili per lo studio di contenuto e origine di materiali librari storici [9]:

1. Indici elettronici cumulativi di diversi incipitari minori, come ad esempio:

  • Th.-M. Charland, Artes praedicandi, Ottawa 1936;
  • P. V. Doucet, Commentaires sur les sentences. Supplément au répertoire de M. Frédéric Stegmüller, Quaracchi 1954;
  • P. Glorieux, La Faculté des Arts et ses maîtres au XIIIe siècle, Paris 1971;
  • P. Michaud-Quantin, Sommes de casuistique et manuels de confession au mayen âge (XII-XVI siècles), Louvain etc. 1962;
  • P. Spunar, Repertorium auctorum Bohemorum provectum idearum post Universitatem Pragensem conditam illustrans, 2 volumi (1985, 1995);
  • H. Weisweiler, Das Schrifttum Anselms von Laon und Wilhelms von Champeaux in deutschen Bibliotheken, München 1936;
  • Indici degli incipit della Bibliographie annuelle du moyen âge tardif. Auteurs et textes latins, vers 1250 - 1500, Turnhout 1991-.

2. Una base dati generale sulla provenienza dei manoscritti, che dovrebbe comprendere almeno i paesi di lingua tedesca. La struttura di questa base dovrebbe ispirarsi a quella di Handschriftenerbe des deutschen Mittelalters, a cura di S. Krämer, un imprescindibile punto di partenza per la ricostruzione dei fondi librari storici e l’accertamento della loro provenienza. La versione in rete ne permetterebbe una revisione complessiva sulla base delle recensioni apparse, degli scambi di notizie con le biblioteche che conservano i codici, del regolare inserimento di ulteriori correzioni e integrazioni.
3. P. O. Kristeller, Latin Manuscript Books before 1600 è un’opera da convertire in formato elettronico. La versione in rete dovrebbe essere regolarmente aggiornata allo scopo di fornire una documentazione complessiva dell’attività di catalogazione in Germania e all’estero.
4. Mittelalterliche Bibliothkskataloge (MBK): l’impresa, curata dall’Accademia Bavarese delle Scienze, ristagna dopo la pubblicazione del volume 4, 1-2 (manca ancora l’indice). La prosecuzione del lavoro di edizione di questo gruppo di fonti interessa tutti i settori di ricerca che hanno per oggetto la storia del libro e delle biblioteche nel medioevo.

3. 1. 8 Cooperazione in rete per la ricerca

      Si propone di approntare infrastrutture informative tese a soddisfare le necessità degli utenti per la cooperazione nella didattica e nella ricerca, come anche per la comunicazione scientifica e la pubblicazione in rete nel settore degli studi sul medioevo e la prima età moderna.
      I progetti in questo ambito non devono limitarsi al contesto dello studio delle fonti, ma offrire la possibilità di soddisfare le esigenze di ricerche non legate alla storia della tradizione.
      Si auspica espressamente la costruzione di infrastrutture informative per la pubblicazione di riviste elettroniche, preprints etc. Per le pubblicazioni scientifiche occorre prevedere lo sviluppo di strutture che assicurino buoni standard qualitativi.
      Allo stesso ambito appartengono i sistemi informativi tematici che, per mezzo della tecnica del "Data Mining and Knowledge Engineering", mettono a disposizione, per specifici problemi, materiali raccolti nelle basi dati disponibili. Altrettanto può dirsi della creazione e cura di raccolte di dati relativi alle scienze umane e dei progetti di ricerca che mirano alla ricostruzione di biblioteche storiche.
      Si prevede lo sviluppo di prototipi che contribuiscano a creare un’infrastruttura informativa indipendente dai progetti, duratura e non limitata alle singole regioni.
      I progetti debbono anche servire a intensificare la comunicazione e la cooperazione dei ricercatori tedeschi con quelli degli altri paesi. Occorre quindi porre le condizioni per favorire la ricezione dei prodotti della ricerca tedesca all’estero mediante una presentazione semplice e ben strutturata, come anche, in senso opposto, per far conoscere in Germania i risultati delle ricerche condotte in altri paesi.
      In linea generale infine le linee di sviluppo del programma debbono contribuire alla presa di coscienza dei cambiamenti apportati alla comunicazione scientifica e alla pubblicazione dei relativi risultati dall’utilizzazione dei nuovi mezzi elettronici nelle scienze umane.

3. 2 Metodologia di lavoro

3. 2. 1 Linee metodologiche per lo studio approfondito e l’inventariazione dei manoscritti

      Il nuovo decisivo orientamento metodologico nello studio dei manoscritti si manifesta nell’integrazione mediante inventari della procedura di descrizione approfondita finora esclusivamente adottata.
      Per quanto riguarda la descrizione approfondita rimangono valide anche in futuro le norme della DFG già sperimentate. Esse hanno contribuito in maniera decisiva all’ottima considerazione di cui godono i cataloghi prodotti dalla DFG.
      Allo stesso modo occorre stabilire per l’inventariazione degli standard efficaci e accettati dai ricercatori. Questo dovrebbe essere compito degli istituti di conservazione dei manoscritti, che dovrebbero subito impegnarsi in progetti-pilota.
      Gli inventari dei manoscritti della Renania-Westfalia e il catalogo dei codici fino al 1400 circa dell’abbazia benedettina di Melk offrono già l’esempio della fondamentale fattibilità del programma. Il gruppo di lavoro è del parere che a partire da essi si possa progredire [10].
      Il conflitto di fondo fra il tempo di lavorazione e l’accuratezza nella rilevazione dei dati non è risolvibile stabilendo una normativa metodologica per l’inventariazione. L’esperienza del censimento dei manoscritti della Renania settentrionale - Westfalia ha dimostrato che possono essere descritti circa 100 codici per persona in un anno [11]. Le linee metodologiche dovranno essere fissate in modo da garantire il miglior livello nell’analisi scientifica dei manoscritti compatibile con questa cifra indicativa.
      Infine si deve assicurare discrezionalità e variabilità del livello di descrizione nell’inventariazione, al fine di consentire al catalogatore esperto di svolgere il suo lavoro in maniera più approfondita, se se ne danno le condizioni sulla base dell’esemplare studiato, del relativo ambiente e della situazione della ricerca. La misura di questa discrezionalità viene fissata nell’ambito del tempo assegnato all’intero progetto.
      Una simile elasticità metodologica nel trattamento del materiale, resa possibile solo da una notevole esperienza, richiede nei progetti di inventariazione dei catalogatori ancora più capaci che per le descrizioni approfondite. Si auspica quindi di costituire dei gruppi di catalogatori guidati da una persona dotata di esperienza nel lavoro sui manoscritti.
      Appare anche essenziale il principio di inserire in rete, già durante la realizzazione del progetto, i risultati del lavoro, in modo da consentirne nel frattempo l’arricchimento e l’approfondimento con l’aiuto di ricercatori estranei al progetto.

3. 2. 2 Immagini

      Un ulteriore nuovo orientamento metodologico, da sottolineare energicamente, concerne la futura e più ampia possibile disponibilità in rete di immagini relative a fondi manoscritti già catalogati o anche in corso di catalogazione.
      Le immagini sono il mezzo ideale per caratterizzare più da vicino i materiali e rendere più comprensibili determinati aspetti delle descrizioni, un vantaggio che si apprezza ancora di più negli inventari brevi. A ciò si aggiunge la crescente importanza dell’aspetto visuale nella diffusione dei risultati della ricerca.
      Grazie alla tecniche digitali oggi disponibili, i costi delle riproduzioni pesano assai meno di quanto costassero un tempo le tavole accluse ai cataloghi a stampa. Per alleggerire il peso delle raccolte di riproduzioni, gli standard minimi non dovrebbero essere fissati a un livello troppo elevato. Il metodo più economico consiste nel preparare negativi di piccolo formato (con indicazione della scala), inserirli in un CD e convertirli dal formato Kodak PCD nello standard JPG per la rete [12].
      Per la presentazione delle immagini in rete si dovrebbe prevedere a medio termine un software unico. A causa dei relativamente lunghi tempi di caricamento delle riproduzioni sarebbe desiderabile creare dei mirror dei maggiori archivi di immagini nei server delle istituzioni che conservano i manoscritti.

3. 2. 3 Formati dei dati

      Tutti i contenuti inseriti nei sistemi informativi debbono essere strutturati in formati definiti, rispondenti alle seguenti esigenze:

  • I formati dovrebbero essere strutturati in modo sufficientemente fine, così da adattarsi senza difficoltà all’importazione ed esportazione per mezzo di diversi software.
  • I formati dovrebbero assicurare il costante mantenimento dei dati (ad esempio per mezzo di una dettagliata documentazione, anche autoprodotta, in linguaggio naturale).
  • Nella scelta dei formati si dovrebbe tener conto degli standard riconosciuti in ambito internazionale e sostenere le iniziative di standardizzazione.

      A giudizio del gruppo di lavoro i formati basati su XML sono i meglio indicati per rispondere a queste esigenze. Si dovrebbe puntare quindi con decisione a ulteriori sviluppi in questo settore.
      Un altro tema essenziale è costituito dalla stabilità a lungo termine degli indirizzi in rete, sia per gli stessi sistemi informativi che per i singoli dati in essi raccolti. Il gruppo di lavoro auspica di registrare tutti i prodotti informativi digitali messi a disposizione dai vari progetti con un sistema del tipo DOI (Digital Object Identifier).

3. 2. 4 Ulteriori investimenti fissi

      I progetti che rientrano nell’ambito dei programmi di sviluppo della DFG [13] continuano ad avvalersi delle risorse finanziarie stanziate.

3. 3 Mezzi di informazione

      Si rende necessario un nuovo orientamento di fondo per la diffusione delle notizie, in modo da:

  • rendere pubblici senza inutili perdite di tempo i risultati dei progetti;
  • permettere a tutti gli utenti interessati il più libero e facile accesso all’informazione;
  • rivolgersi a un’ampia cerchia di utenti internazionali;
  • favorire, nell’ambito di un piano dinamico di pubblicazione, la risposta e l’arricchimento dell’informazione da parte degli utenti;
  • ridurre complessivamente i costi di pubblicazione.

      Queste esigenze possono essere soddisfatte in modo ottimale attraverso la rete.
      Il nuovo programma di sviluppo dovrebbe quindi portare a un uso primario e regolare dei sistemi elettronici di comunicazione e pubblicazione, come anche a una pubblicazione di risultati continuamente arricchita dall’interazione con gli utenti.

3. 3. 1 Ruolo futuro delle pubblicazioni in forma definitiva

  • Pubblicazioni a stampa e collaborazione con le case editrici

      Si possono prevedere anche per il futuro pubblicazioni a stampa o su altri tipi di supporti, a condizione che non limitino la libera diffusione e disponibilità dei contenuti nelle reti che forniscono informazioni alla ricerca.
      Anche nel campo della pubblicazione elettronica si auspica la collaborazione con le case editrici e gli altri fornitori professionali di informazioni.

  • Protezione del diritto d’autore

      La protezione del diritto d’autore, elemento essenziale delle pubblicazioni in forma definitiva, deve comunque essere assicurata anche per i nuovi tipi di pubblicazione. Ciò significa che tutti i contributi immessi nei sistemi informativi, nella misura in cui lo richiede l’oggetto stesso [14] e la volontà dell’autore, debbono essere messi a disposizione in forma invariabile, autorizzata e fornita dell’indicazione della paternità intellettuale.

3. 3. 2 Strutture dei fornitori di informazioni

      La banca dati sui manoscritti e le biblioteche virtuali specializzate, in parte già in fase di costituzione, su temi centrali della ricerca sul medioevo e la prima età moderna assumeranno una funzione modellatrice e parzialmente centrale rispetto alle auspicate strutture di pubblicazione e comunicazione digitale.
      Il gruppo di lavoro raccomanda caldamente di evitare, anche per le relativamente modeste esigenze di specializzazione, una completa centralizzazione e monopolizzazione di queste strutture. Le attività di pubblicazione decentrate presso le biblioteche e gli istituti di ricerca risultano infatti straordinariamente utili in rete. Sarà bene pensare a mettere a disposizione in rete liste di materiali, testi presentati a convegni o anche bozze di cataloghi [15].
      Il requisito fondamentale è costituito infatti dal collegamento fra le informazioni: l’accesso complessivo alle diverse fonti informative deve essere costantemente assicurato attraverso le biblioteche virtuali specializzate, che a loro volta debbono essere effettivamente usate come portali da un’utenza scientifica internazionale.

3. 4 Efficacia dei progetti

      L’efficacia e l’utilità dei risultati dei progetti nell’ambito dei programmi relativi ai manoscritti si è finora misurata esclusivamente sulla base della diffusione in commercio dei cataloghi a stampa. In futuro invece i risultati dei progetti saranno determinati, promossi e verificati nella loro utilità nell’ambito stesso del programma di catalogazione.

  • Diffusione attiva delle informazioni

      Rientrano nel quadro dei progetti numerosi nuovi prodotti elettronici, come descrizioni catalografiche, facsimili digitali, contributi di ricerca, preprints, dissertazioni, riviste elettroniche etc. Uno dei compiti del programma di sviluppo è quello di assicurare attraverso tutti gli opportuni canali un’ampia diffusione internazionale a queste informazioni. Oltre alla costruzione di proprie offerte in rete da parte degli istituti di conservazione dei manoscritti e delle auspicate biblioteche virtuali, occorrerà mettere i contenuti a disposizione di fornitori esterni di informazioni in rete, come ad esempio le diverse biblioteche digitali in allestimento in tutto il mondo o le pagine web create nell’ambito di progetti di ricerca stranieri. Accanto all’accesso diretto alle informazioni in rete rimangono importanti fonti secondarie come le pubblicazioni a stampa o su CD-ROM.

  • Quantificazione dell’utenza

      Lo sviluppo dei progetti dovrebbe comprendere la valutazione del tipo e della qualità dell’utenza che si serve delle relative offerte informative. Dovrebbero quindi essere installati specifici strumenti per accertare questi dati durante il periodo di realizzazione di un progetto. I risultati delle statistiche sull’utenza debbono essere costantemente valutati, con le relative ricadute sull’allestimento dell’offerta informativa e sullo sviluppo del progetto.

  • Influenza internazionale del programma

      Il convegno internazionale organizzato con cadenza triennale è un’ottima e riconosciuta prova dell’influenza esercitata in ambito internazionale dal programma di lavoro sui manoscritti. Occorre senz’altro proseguire nell’organizzazione di questi convegni, promuovendo nello stesso tempo i contatti con la ricerca angloamericana.
      Il nuovo piano di sviluppo dovrebbe prevedere la possibilità di organizzare ulteriori workshop e colloqui con partecipazione internazionale. Il criterio di base dovrebbe essere costituito dalla collaborazione con altri progetti, dall’intensificazione dei legami con il panorama internazionale della ricerca e dall’arricchimento dell’informazione.
      Nel quadro di tutte le attività del piano di sviluppo si debbono prevedere, e, se è il caso, utilizzare, punti di contatto con le attività che si svolgono all’estero, in particolare con basi dati come MASTER e "Digital Scriptorium". La base dati sui manoscritti dovrebbe essere armonizzata con questi progetti internazionali.

IV. Progetti-pilota

      Il gruppo di lavoro propone concrete iniziative per i sottoelencati settori che necessitano di urgenti interventi:

4. 1 Documentazione dello stato attuale della ricerca sui manoscritti medievali

      Una delle principali caratteristiche della ricerca medievistica degli ultimi 30 anni è la sua forte tendenza alla diffusione dei risultati. Risulta tuttavia difficile fornire attraverso la bibliografia lo stato della ricerca su un manoscritto, in particolare quando esso è oggetto di studio da parte di diverse discipline.
      I cataloghi promossi dalla DFG documentano puntualmente lo stato della ricerca, ovviamente fino al momento della loro pubblicazione. La ricerca successiva, spesso motivata e incoraggiata dagli stessi cataloghi, viene documentata in modo tendenzialmente esaustivo dalle biblioteche che conservano i manoscritti, ma questa documentazione è consultabile solo sul posto oppure deve essere raccolta di nuovo dall’utente. Di qui viene la seguente proposta:

4. 1. 1 Norme per lo studio e la documentazione

      Le descrizioni dei manoscritti devono essere collegate ai risultati della ricerca raccolti dalle biblioteche ma consultabili solo sul posto. Ciò vale anche per le descrizioni inventariali e quelle pubblicate all’interno di riviste. I dati disponibili dovrebbero essere inseriti in una base dati interattiva, al fine di poter documentare in modo costante i risultati della ricerca.
      Le biblioteche stesse inseriranno in rete la documentazione della ricerca in loro possesso.
      Il luogo deputato a fornire la documentazione dovrebbe essere il sito web della biblioteca, dal momento che l’utente tende a rivolgersi in prima battuta al luogo di conservazione del manoscritto che gli interessa. Dovrebbe essere contemporaneamente stabilita una connessione con la base dati in cui si trovano le descrizioni dei relativi manoscritti.
      Nel sito della DFG, come anche nel forum di discussione del progetto "Base dati sui manoscritti", si dovrebbe dare notizia del programma di documentazione e stabilire un collegamento con la documentazione offerta dalle biblioteche. Sarebbe anche desiderabile che la necessaria tecnologia a sostegno di questo processo fosse offerta dalla stessa base dati sui manoscritti.
      La documentazione dovrebbe essere aggiornata con cadenza regolare e gli intervalli tra gli aggiornamenti dovrebbero essere comunicati all’utente.
      L’impianto e la produzione della documentazione dovrebbero essere promossi dalla DFG, mentre il regolare aggiornamento, che non richiederà probabilmente molto lavoro, dovrebbe essere affidato alle singole biblioteche.

4. 1. 2 Modalità della trasformazione

      Per ottenere il risultato che ci si è prefissi è necessario soltanto convertire la documentazione posseduta dalle biblioteche in un testo leggibile automaticamente e renderlo accessibile nel sito delle stesse biblioteche, comunicandolo nello stesso tempo alla base dati sui manoscritti e alle relative biblioteche virtuali specializzate.
      La documentazione dovrebbe comunque rimanere legata al luogo di conservazione, poiché l’utente cercherà in prima battuta il materiale relativo al manoscritto che gli interessa presso la biblioteca che lo conserva.
      Quanto al materiale da inserire nella documentazione, esistono diverse possibilità. Questi presupposti metodologici, come anche il problema della cadenza da preventivare per l’aggiornamento dello stato della ricerca su un fondo di 3-400 manoscritti, dovranno essere stabiliti nell’ambito dei progetti-pilota, che dovrebbero basarsi sulla documentazione già disponibile.
      La presentazione integrale di tutto il materiale a disposizione del personale addetto, senza ulteriori ricerche, avrebbe il vantaggio di offrire all’utente la possibilità di una scelta individuale.

  • Ad esempio: il riferimento a una insignificante voce di un catalogo di autori di ambito germanistico potrebbe aprire a uno studioso di teologia piste di ricerca inattese dal punto di vista della sua disciplina.
  • Se inserito integralmente, il materiale dovrebbe essere presentato in forma gerarchica: edizioni, monografie, saggi, sezioni di manuali, riproduzioni.
  • Per i manoscritti compositi è raccomandabile l’indicazione della sezione del codice cui si riferisce il materiale.
  • Un ordinamento cronologico della documentazione non offrirebbe invece alcun effettivo vantaggio, risultando significativo soltanto per la storia degli studi.

4. 1. 3 Norme ulteriori

      Ci si propone di rendere nota la documentazione in modo ampio e interdisciplinare, di favorirne e testimoniarne l’utilizzazione e l’accoglimento in diversi settori di ricerca. Si raccomandano quindi le seguenti misure:

  • Il progetto di documentazione dovrebbe essere annunciato a tutti i siti di discussione di ambito medievistico, come anche i progressi nell’elaborazione e la relativa conclusione dovrebbero essere comunicati, tenendo presente al riguardo che, oltre i siti in lingua tedesca, sono soprattutto importanti quelli stranieri: le informazioni dovrebbero quindi essere opportunamente offerte anche in lingua inglese [16].
  • La documentazione dovrebbe essere strutturata in forma interattiva, eventualmente con un collegamento di e-mail con la biblioteca interessata, in modo che l’utente possa esprimersi sul tipo e l’ampiezza della presentazione o segnalare delle carenze. In tal modo la biblioteca interessata potrebbe completare e aggiornare la propria documentazione, alimentandola - naturalmente dopo verifica da parte del personale responsabile - con il "profitto" informativo ricavato. Occorrerebbe documentare i costi di questa operazione, stabilendo se debbano essere affrontati dalla biblioteca interessata o coperti dalla DFG.
  • La documentazione inserita in rete dovrebbe essere dotata di un contatore di accessi, al fine di fornire un quadro della risposta da parte dell’utenza e consentire una valutazione sull’opportunità di portare avanti il progetto [17].

4. 1. 4 Fase sperimentale

      Si ritiene utile una fase sperimentale, al fine di calcolare necessità, tempi e ampiezza del lavoro previsto. Occorrerebbe scegliere fondi o sezioni autonome di fondi, differenziati per temi o contenuti, il cui studio risulta in stadi diversi di approfondimento. Le seguenti biblioteche potrebbero essere eventualmente invitate ad avanzare proposte [18]:

  • Berlino, Staatsbibliothek, Manuscripta germanica
  • Questo fondo, finora semplicemente inventariato da Degering, ha interessato molto i ricercatori a partire dal secolo XIX. La documentazione dello stato attuale della ricerca riguarderebbe i settori della germanistica, della storia della medicina e delle scienze naturali, della storia della pietà.
  • Monaco, Bayerische Staatsbibliothek, Manoscritti della Biblioteca capitolare di Frisinga
  • La catalogazione è già in corso; finora si dispone solo di un inventario. Nel frattempo, prima ancora della pubblicazione del catalogo, si potrebbe rendere accessibile lo stato della ricerca. Ciò farebbe conoscere l’importanza del fondo prima che il catalogo appaia, soprattutto all’estero. Poiché il catalogatore deve comunque raccogliere i risultati della ricerca sui codici che descrive, la presentazione anticipata dei dati in rete ne favorirebbe il lavoro e non ritarderebbe sostanzialmente la realizzazione del catalogo. Si potrebbe anche ampliare la documentazione ai fondi vicini di St. Emmeram e Tegernsee.
  • Heidelberg, Codices Palatini germanici
  • Anche in questo caso si dispone soltanto del catalogo ottocentesco di Bartsch. La catalogazione dei codici 1-250 è già assicurata grazie a fondi regionali. Per la prosecuzione è stata avanzata una domanda di finanziamento alla DFG. Per il resto del fondo vale quanto detto prima a proposito della Biblioteca capitolare di Frisinga.
  • Karlsruhe, Badische Landesbibliothek, Codices Augienses
  • L’importante fondo è stato ben catalogato nel secolo XIX da A. Holder. La ricerca più recente, i cui risultati appaiono cospicui e differenziati, dovrebbe essere documentata.
  • Wolfenbüttel

      I singoli gruppi di manoscritti medievali sono descritti soprattutto in vecchi cataloghi. Uno schedario assicura la documentazione corrente della ricerca. Di particolare interesse appaiono i fondi Augusteo, Gudiano e Helmstadiense. A causa della sua importanza la conversione in formato elettronico della documentazione sulla ricerca dovrebbe estendersi a tutta la collezione.

4. 2 Inventari di manoscritti

      L’inventariazione dei fondi mira all’accelerazione delle procedure di lavorazione e alla riduzione dell’impegno in rapporto al numero dei codici da descrivere.
      Non esistono finora modelli di descrizione inventariale comunemente accettati. Norme concrete di descrizione dei manoscritti in inventari brevi dovrebbero essere sviluppate nel quadro dei progetti-pilota tenendo conto di quanto detto in seguito e del tempo a disposizione.
      Modelli già disponibili vengono differenziati e ulteriormente sviluppati sulla base delle considerazioni che seguono. Un livello qualitativo fondamentalmente nuovo si raggiunge mettendo a disposizione in rete degli inventari che rinuncino in linea di principio alla forma tradizionale del libro e prevedano la possibilità di ampliamenti successivi.
Si raccomanda nel procedimento di inventariazione una significativa riduzione del tempo dedicato alla descrizione, in relazione alla peculiarità del materiale in questione e ai lavori preliminari disponibili.

4. 2. 1 Fondi da inventariare urgentemente

  1. Fondi di notevoli dimensioni, ancora non studiati, in singole biblioteche.
  2. Fondi dispersi.
  3. Fondi da inventariare su base regionale (particolarmente nei Länder orientali).

      Per i punti 2 e 3 gli istituti di conservazione dei manoscritti dovrebbero essere sollecitati a presentare progetti ai loro Länder. Il coordinamento dei progetti di inventariazione dovrebbe spettare ai suddetti istituti, con la collaborazione delle università.

4. 2. 2 Struttura delle descrizioni inventariali

      A questo punto non appare sensata una dettagliata normativa per la descrizione. Modelli e regole dovrebbero invece essere sviluppati nell’ambito dei previsti progetti-pilota.
      Sarà bene piuttosto stabilire delle norme a proposito di titolo e intestazione, per i quali le informazioni più importanti (segnatura, autore e/o soggetto, descrizione, consistenza, dimensioni, datazione e localizzazione) dovrebbero essere richiamabili in forma compressa e il più possibile stabile.
      Non dovrebbero invece essere emanate, per quel che riguarda la descrizione vera e propria, delle regole fisse nel senso di una vera e propria normativa.
      Occorre tener presente che una descrizione inventariale deve coprire fondamentalmente quattro campi, essenziali anche per una catalogazione tradizionale: 1. Archeologia del libro (caratteristiche esterne del manoscritto); 2. Contenuto; 3. Origine e storia; 4. Bibliografia relativa all’esemplare. Forma e approfondimento dell’elaborazione di questi aspetti non devono tuttavia, almeno nella fase sperimentale, essere fissati nei dettagli, ma sviluppati durante il lavoro sul materiale. In relazione all’ampio spettro cronologico e tipologico dei fondi oggetto di inventariazione, che potrebbero risultare anche notevolmente più eterogenei di quelli oggetto degli attuali programmi di catalogazione, sembra senz’altro sensato assicurare una certa flessibilità, che non escluda procedure differenziate e variabili di caso in caso.
      In particolare per quanto riguarda la descrizione del contenuto, data l’ampiezza delle possibilità, non è possibile fissare un modello comunemente valido. L’accelerazione del lavoro per ottenere in tempi rapidi un panorama dei fondi, scopo essenziale di questa nuova impostazione, va garantita insieme alla valorizzazione del singolo manoscritto come oggetto di conoscenza e studio. Bisogna qui puntare a un compromesso fra l’auspicata velocità di lavorazione e l’esigenza della qualità delle informazioni da trasmettere.
      Se un manoscritto contiene una sola opera, ci si limiterà di regola a un’altrettanto semplice indicazione (autore, titolo o tipologia di testo). Non sarà purtroppo possibile evitare di tralasciare brevi testi (come marginalia, aggiunte o simili), che talvolta costituiscono indubbiamente l’aspetto più interessante. In certi casi si potrebbe ricorrere alla soluzione d’emergenza di un’indicazione che segnali il fatto interessante agli studiosi interessati (con un’espressione del tipo "con numerose aggiunte marginali" o simili). Nel caso di codici composti da numerose sezioni e contenenti brevi testi ci si dovrà limitare a una definizione generica.
      La problematica questione dell’indicazione di incipit ed explicit dovrà essere affrontata e risolta nell’ambito dei progetti-pilota.
      L’immissione in rete di immagini dei codici descritti (riguardanti ad esempio elementi della decorazione, legature, incipit dei più lunghi testi non identificati) potrebbe almeno in parte compensare il deficit informativo derivante dalla descrizione abbreviata.

4. 2. 3 Inventario - Riproduzioni

      La carenza causata in un inventario dalla descrizione abbreviata rispetto a un catalogo esaustivo potrebbe essere ridotta dalla disponibilità di una serie di riproduzioni fotografiche richiamabili in rete insieme al testo.
      Si potrebbero ad esempio riprodurre (con indicazione della scala): datazioni espresse, sottoscrizioni di copisti, note di possesso, esempi di mani riconosciute, elementi della decorazione, frottis di legature, parti di testo non chiaramente leggibili, incipit ed explicit dei più lunghi testi non identificati.

4. 2. 4 Lista dei manoscritti - Inventario - Catalogo esaustivo

      La base di un inventario potrebbe essere costituita da una lista dei manoscritti pubblicata in rete, che offra un primo panorama della consistenza di un fondo. Questa lista potrebbe essere ampliata con cadenza regolare, fino a che i suoi dati non raggiungano il livello di un inventario (e forse in seguito quello di un catalogo).
      Sarebbe anche desiderabile inserire in rete liste di manoscritti e immagini relative a cataloghi già apparsi a stampa. Queste liste di codici sarebbero anche il luogo ideale per pubblicare addenda e corrigenda ai cataloghi esistenti.
      Da queste raccolte di testi e riproduzioni relative a un fondo manoscritto si potrebbero trarre con cadenza regolare copie su CD per facilitarne la consultazione, che nonostante tutti i progressi tecnici richiede tuttora molto tempo in rete a causa dell’elevata quantità di immagini.

4. 2. 5 Struttura delle basi dati inventariali

      Il materiale contenuto negli inventari dovrebbe essere messo a disposizione sui server delle istituzioni interessate in forma compatibile con la prospettiva di facilitare a medio termine lo sviluppo di programmi di ricerca in grado di operare su archivi separati. Gli specialisti che lavorano alla base dati sui manoscritti di Marburg dovrebbero chiarire a quali condizioni si possano inserire senza un grande impegno personale i dati di un inventario in una base dati sui manoscritti. Si potrebbe anche pensare a un versamento diretto dei dati nella base di Marburg (eventualmente mediante un formulario semplificato), come anche allo sviluppo di un’interfaccia che presenti i dati in diversi formati (ad esempio Word o HTML). A questo proposito occorrerebbe verificare la funzionalità dello schema previsto dal progetto MASTER per il lavoro ‘di primo livello’.

V. Condizioni generali di finanziamento

5. 1 Produttività complessiva della spesa nell’ambito del programma di sviluppo

      L’attuale programma di lavoro sui manoscritti prevede una spesa media annua di circa 2,8 milioni di marchi [circa 1,4 milioni di euro] per la catalogazione esaustiva dei fondi.
      Il nuovo piano può far crescere notevolmente il livello di efficienza, in particolare grazie ai previsti progetti di inventariazione.
      Si possono quindi calcolare per la prima volta i costi di una descrizione generale dei fondi manoscritti tedeschi, anche se le condizioni di base necessitano di una più attenta verifica. Secondo le stime disponibili [19] sarebbe prevedibile per l’inventariazione di fondi manoscritti ancora non studiati una spesa di circa 20 milioni di marchi [circa 10 milioni di euro] [20]. A questa si aggiungerebbero i costi della conversione elettronica dei cataloghi disponibili e l’inserimento della documentazione della ricerca, che tuttavia dovrebbero rimanere al di sotto di questo ordine di grandezza.
      Un programma all’incirca decennale può quindi permettere di raggiungere anche dal punto di vista dei costi l’ambizioso obiettivo di un’inventariazione generale.
      Per quanto riguarda il finanziamento complessivo del piano di sviluppo, il gruppo di lavoro ritiene giustificato aumentare le quote di finanziamento dei corrispondenti programmi di sviluppo in favore dei tipi di progetto finora non previsti dal programma di lavoro sui manoscritti. Si tratta in questo caso di una priorità finanziaria che deve essere stabilita dalla DFG in base alla valutazione dei fondi complessivamente disponibili per il reperimento dell’informazione nel settore delle scienze umane. Essa non può quindi essere oggetto di queste raccomandazioni.
      Indipendentemente da questa decisione si deve comunque partire dal principio che l’incidenza dell’attuale catalogazione esaustiva andrà ridotta in favore dei nuovi principi del piano di sviluppo. Al gruppo di lavoro non sembra sensato quantificare ora le relative riduzioni di finanziamento o discutere delle percentuali da attribuire in bilancio ai singoli tipi di progetto. Se ne parlerà piuttosto sulla base dell’esperienza dei progetti-pilota proposti ed eventualmente in seguito a una più accurata analisi di fattibilità e costi di un’inventariazione generale.

5. 2 Garanzie di qualità e durata

      Nell’attuale programma la qualità del lavoro nell’ambito dei progetti finanziati è verificata costantemente e dettagliatamente da una commissione di esperti, che valuta ogni sei mesi il materiale prodotto dai catalogatori.
      Certamente questa procedura, soprattutto nella fase di impostazione del sistema, ha contribuito a far raggiungere al programma di lavoro sui manoscritti l’alto livello che gli viene generalmente riconosciuto.
      Tuttavia questo modo di lavorare ha comportato una serie di problemi e carenze strutturali, così riassumibili:

  • tendono a confondersi le responsabilità fra quanti vengono autorizzati a compiere il lavoro e le commissioni di esperti, per quanto concerne appunto la realizzazione e la valutazione dei progetti;
  • è necessario un notevole impiego di tempo e di lavoro da parte degli esperti e degli uffici amministrativi della DFG, con danno conseguente per il vero e proprio lavoro di valutazione da parte dei commissari.

      Con il nuovo piano di sviluppo si propone un semplice sistema di controllo della qualità in tre fasi, corrispondenti alle strutture fondamentali della DFG:

  • Quanti presentano domanda di finanziamento o vengono autorizzati a compiere il lavoro di catalogazione sono responsabili della qualità della realizzazione dei progetti approvati. La valutazione dei risultati spetta alla commissione competente e si riflette nelle decisioni relative a ulteriori finanziamenti. La commissione, ad esempio, in base alle relazioni annuali e alle richieste di prosecuzione dell’attività, ha la possibilità di individuare carenze importanti nella realizzazione di un progetto e di assumere le conseguenti decisioni.
  • Le commissioni di valutazione, insieme con gli uffici amministrativi, sono responsabili della qualità della realizzazione del piano di sviluppo. La valutazione della qualità e dell’effettivo raggiungimento degli obiettivi stabiliti spetta alla commissione responsabile per le biblioteche, che può ovviamente intervenire se individua errori durante il periodo di realizzazione del piano.

      Un ulteriore importante elemento nella valutazione della qualità è rappresentato dagli istituti di conservazione [21], cui si aggiunge la cura costante dei dati. Questi elementi dovrebbero in futuro essere ulteriormente rafforzati e sviluppati in coerenza con i compiti previsti dai nuovi progetti.
      Fondamentalmente gli istituti dovrebbero intensificare le proprie attività specializzate nell’ambito della realizzazione del piano di sviluppo, ad esempio approntando più ampie norme di cooperazione e lanciando nuovi progetti specialistici.

5. 3 Implementazione

      La commissione responsabile per le biblioteche è invitata a far proprio questo piano di sviluppo, considerandolo come un elemento basilare per lo sviluppo delle infrastrutture informative nelle scienze umane.
      Dopo l’approvazione da parte della commissione responsabile per le biblioteche, si raccomanda di portare il piano a conoscenza dei rappresentanti della ricerca sul medioevo e la prima età moderna [22] e, nel caso si rendesse necessario un ulteriore approfondimento, si propone di organizzare una tavola rotonda sull’argomento prima di procedere all’implementazione.
      Quest’ultima dovrebbe iniziare con una fase sperimentale, nel corso della quale, in base alla valutazione delle esperienze compiute nell’ambito dei progetti-pilota proposti, si possa procedere a un graduale adattamento alla nuova struttura di sviluppo.

 

  1. La lista che segue non è esaustiva. Coloro che lo desiderano possono avanzare proposte alla DFG su temi suscettibili di contribuire positivamente al programma generale di studio dei manoscritti. Nei progetti possono essere proposti più obiettivi tra loro collegati. L’elenco dei progetti attualmente in corso di realizzazione è consultabile all’indirizzo http://www.dfg.de/foerder/biblio/handschriften/projekte.html.
  2. Lo standard minimo per la conversione dei cataloghi dovrebbe comprendere la riproduzione in formato immagine dei testi e un programma di ricerca sugli indici.
  3. Si veda il punto 4. 1.
  4. La consistenza totale del patrimonio manoscritto medievale nelle biblioteche tedesche viene valutata in 60.000 codici. Se si tiene conto del materiale disperso questa cifra deve essere probabilmente rivista verso l’alto. Nei circa 200 cataloghi moderni redatti secondo le norme della DFG sono descritti intorno ai 20.000 esemplari. Un numero analogo di codici è documentato attraverso vecchi cataloghi, vari prodotti della ricerca e inventari disponibili, che possono essere inseriti nei sistemi informativi. Gli ultimi 20.000 codici dovranno essere oggetto di inventariazione per la prima volta.
  5. Si veda il punto 3. 1. 4.
  6. Si veda il punto 4. 2.
  7. Si veda quanto detto a proposito dei nuovi orientamenti metodologici al punto 3. 2. 2.
  8. Ad esempio si trovano raccolte di frottis di legature alla Staatsbibliothek di Berlino, alla Württembergische Landesbibliothek e alla Herzog August Bibliothek di Wolfenbüttel, fotografie di filigrane presso la Commissione per la storia della scrittura e del libro dell’Accademia Austriaca delle Scienze di Vienna, riproduzioni manuali di filigrane ancora alla Staatsbibliothek di Berlino.
  9. Se per le opere citate esistono diritti d’autore o copyright, gli auspicati progetti di digitalizzazione possono essere ovviamente realizzati soltanto dai titolari di questi diritti o con il loro espresso consenso.
  10. Si vedano i progetti-pilota proposti al riguardo al punto 4. 2.
  11. Ciò corrisponde a una velocità cinque volte maggiore rispetto a quella della descrizione approfondita. Ovviamente questo dato dipende dall’ampiezza e dalla qualità del lavoro preliminare su cui si basa l’inventariazione. Queste condizioni di base non saranno sempre uguali.
  12. Si veda la raccolta di riproduzioni relative al catalogo dei fondi minori a Vienna e in Bassa Austria all’indirizzo http://www.oeaw.ac.at./ksbm/stb/.
  13. Nei tipi di progetto elencati al punto 3. 1 rientrano i seguenti programmi: "Digitalizzazione retrospettiva di materiali conservati nelle biblioteche", "Pubblicazione elettronica dell’offerta informativa delle biblioteche scientifiche", "Modernizzazione e razionalizzazione", "Studio e valorizzazione di fondi speciali", "Studio e valorizzazione di fondi archivistici", "Studio e valorizzazione di lasciti", "Promozione delle biblioteche specializzate", come anche il programma di sviluppo complessivo "Cooperazione nella ricerca basata sulla rete ed editoria digitale".
  14. È il caso fra l’altro dei cataloghi di manoscritti realizzati secondo le norme della DFG.
  15. Il gruppo di lavoro propone di mettere subito in pratica questa proposta.
  16. Allo stesso modo dovrebbe essere resa nota e pubblicizzata in rete anche la maggior parte delle attività della DFG.
  17. Questa procedura è consigliabile per tutte le iniziative in rete finanziate dalla DFG.
  18. Con l’inizio della fase sperimentale si prevede l’inserimento e l’aggiornamento di una lista dei progetti-pilota in corso o programmati nel sito della DFG.
  19. Si veda quanto detto ai punti 3. 1. 3 e 3. 2. 1.
  20. Il costo è calcolato sulla base di un patrimonio di 20000 codici, una media di 100 codici per catalogatore e una spesa di 100000 marchi [circa 50000 euro] per persona all’anno.
  21. Con i seguenti compiti: cura centralizzata di più progetti di lavoro realizzati da soggetti autorizzati; approntamento di condizioni ottimali di lavoro per i collaboratori dei progetti; direzione qualificata attraverso specialisti nello studio dei manoscritti.
  22. Ad esempio i portavoce dei relativi settori specializzati di ricerca, dei programmi di base, di gruppi di ricercatori, e anche esperti stranieri.

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