Il progetto è concluso dal 2008, è stato rendicontato e gli esiti ampiamente positivi sono disponibili o mediante gli atti dei convegni cui si è partecipato o online, ove i documenti corrispondenti siano stati resi disponibili in Rete (sotto forma di pagine web o di documenti pdf).
E' appena il caso di notare che quanti hanno preso parte al progetto utilizzano ancora oggi i risultati ottenuti ed in modo particolare il modello di riferimento emerso dalle considerazioni conclusive del lavoro svolto, continuando ad estenderene la portata e gli effetti.


European Education, Audiovisual and Culture Executive Agency eLearning Programme

Approvato in via definitiva
all'interno del quadro di riferimento 2006-4808/001 - 001 ELE ELEB12
l'accordo per l'azione denominata

PBP-VC [Promoting Best Practices in Virtual Campuses]
Promozione delle buone pratiche nei Campus virtuali


    Struttura coordinatrice:

    • Università di Paisley, Scozia, Gran Bretagna

    Strutture collaboratrici (unità locali):

    • Università di Cassino, Italia
    • Società portoghese per l’innovazione, Portogallo
    • Università del Peloponneso, Grecia
    • Istituto Nazionale delle Telecomunicazioni, Francia

     

    Risultati attesi:

     

    (i)

    Approfondita comprensione degli elementi caratteristici e dei fattori critici di successo che sottendono l’implementazione dei campus virtuali. Pubblicazione dei risultati (sia in formato cartaceo che sul sito Web del progetto) anche mediante diffusione con i più noti ed importanti servizi aperti di informazione.
     

    (ii)

    Pubblicazione di una guida di riferimento che consenta un più agevole lavoro di creazione di buone pratiche all’interno dei campus virtuali.
     

    (iii)

    Pubblicazione dei migliori esempi di buone pratiche, dello studio di casi e di ambienti tipici utilizzati al riguardo, sia sul sito del progetto che mediante i più noti ed importanti servizi aperti di informazione.
     

    (iv)

    Acquisizione degli elementi e degli approcci utili alla creazione di campus virtuali che ottengano risultati positivi e siano sostenibili. Maturazione della consapevolezza delle modalità con le quali si può ottenere la trasformazione delle istituzioni tradizionali mediante lo sviluppo e l’utilizzo di nuovi modelli d insegnamento-apprendimento nei campus virtuali. Sviluppo degli eventuali elementi utili a radicare la convinzione che il successo nell’implementazione di campus virtuali può contribuire al processo delineato a Bologna ed al miglioramento dei curricula e della qualità dei corsi.

          Al termine dei due anni di progetto l’università di Paisley ospiterà una conferenza europea nell’ambito della quale saranno divulgate ai ricercatori, agli accademici, alle istituzioni educative, alle istituzioni centrali nazionali ed ai politici di tutta Europa le informazioni chiave raccolte e gli strumenti ed i metodi sviluppati fino a quel momento.

     

    Obiettivi del progetto:

    1. Identificare e classificare progetti precedenti e tuttora in corso, unitamente ad azioni e ricerche rilevanti ai fini della comprensione del fenomeno dei campus virtuali, e realizzare  un’analisi sistematica e critica del lavoro svolto. Il tema principale del progetto insisterà sull’analisi dell’adozione di nuovi modelli di insegnamento-apprendimento, per determinare fino a che punto essi possano contribuire allo sviluppo di un sistema educativo europeo flessibile ed inclusivo.
    2. Definire i contorni del contesto concettuale di riferimento dei campus virtuali ed i temi e problemi ad esso soggiacenti, con particolare riferimento a quelli connessi all’adozione di nuovi modelli di insegnamento-apprendimento. Particolare attenzione sarà dedicata ai punti di vista dei diversi attori coinvolti nell’utilizzo e nella gestione dei campus virtuali.
    3. Sviluppare un pratico ed efficiente contesto di riferimento, basato sui fattori critici di successo, capace di guidare passo-dopo-passo il processo di sviluppo di nuovi modelli di insegnamento-apprendimento nei campus virtuali e di accogliere e comprendere programmi europei già pianificati, nonché attività e progetti nuovi.
    4. Sviluppare proposte specifiche di studio e applicazione da inserire nel contesto di riferimento delineato, in grado di dare risalto alle buone pratiche ed alle modalità con le quali nuovi modelli di insegnamento-apprendimento possono contribuire alla realizzazione di un sistema educativo europeo più flessibile ed inclusivo.
    5. Distribuire e propagare i risultati del progetto in tutta Europa con particolare attenzione agli attori dei processi educativi (compresi politici, strutture di ricerca, dirigenti, coordinatori di progetti, docenti, ricercatori, personale di supporto e studenti).
    6. Fornire supporto alle istituzioni ed a quanti vorranno meglio comprendere come includere i campus virtuali in progetti educativi capaci di indurre un’attività formativa ed una trasformazione istituzionale più flessibili ed inclusive.

     

    Approccio:

    Il progetto è articolato nelle seguenti quattro fasi:

      Fase 1: Identificare progetti, azioni e ricerche sui campus virtuali, rilevanti ai fini delle trasformazioni istituzionali, basati soprattutto sull’adozione di nuovi modelli di insegnamento. Realizzare un’analisi critica e sistematica del lavoro svolto e identificare concetti e idee chiave ad esso attinenti.
      Fase 2: Sviluppare un contesto di riferimento per la comprensione e l’uso dei campus virtuali eminentemente pratico.
      Fase 3: Estrarre gli esempi di buone pratiche e sviluppare a partire da essi un consistente insieme di casi oggetto di studio e di casi di riferimento.
      Fase 4: Disseminare e propagare in maniera adeguata i risultati ottenuti e, più in particolare, comunicarli agli stati membri ed ai politici di tutta Europa.

          Per di più i risultati del progetto non saranno statici ma saranno integrati in una piattaforma aperta ed interattiva (Educanext/elgg.net). Ciò consentirà di raccogliere e prendere in considerazione i suggerimenti e le opinioni di tutti coloro che possono essere interessati agli argomenti affrontati, di incoraggiare un dialogo costruttivo, pur se critico, sugli approcci ai campus virtuali e, come ci si auspica, di consentire che il progetto tragga pieno vantaggio da quanto già ampiamente noto relativamente ai temi proposti.
          Ne conseguirà la costituzione di una base dati che potrà essere utilizzata come sorgente di informazione ed elemento di partenza per l’instaurazione di future collaborazioni per quanti sono interessati ai temi accennati. Essa sarà anche elemento insostituibile nell’azione di assistenza che accompagnerà futuri progetti sui campus virtuali.

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